San Giovanni all'Orfento raccontato da Paolo Sanelli. Tratto da "I miei sogni sono stati tutti sulla Maiella" D'Abruzzo Edizioni Menabò.

di Silvia Scorrano

Maggiormente si racconta della storia di San Giovanni, che ha trasformato una grotta in una chiesa. San Giovanni si era sistemato bene, aveva scelto una grotta nella valle dell'Orfento per fare le sue preghiere, stava magnificamente e purtroppo faceva

un pò di penitenza. Questo santo uomo lavorava la pietra dura della roccia, ma non sentiva il peso dei sacrifici, perché aveva la fede. Purtroppo quando finì le costruzioni, non riuscì a trovare la pace, perché veniva disturbato dagli animali e maggiormente dagli orsi e dai lupi. A quel momento decise di spostare l'eremo nella grotta superiore , una piccola grotta più alta, per non essere disturbato e fare le penitenze in santa pace. "Ci vuole un pò di lavoro, un pò di bontà, ma purtroppo possiamo andare avanti", e cominciò a scolpire i gradini nella roccia e allora si trovò con tutta la sua bontà, con tutta la sua esperienza, a lavorare per fare questi gradini. C'era una piccola traccia nella roccia, ma era veramente piccola; "ci vuole un pò di bontà, un pò di lavoro, ma possiamo andare avanti". Fece tanti tagli nella roccia, c'è voluta tanta bontà, per scolpire la roccia così precisa.

San Giovanni era bravo, facendo tutti questi lavori, era così bravo, che era proprio un lavoro enorme a scolpire questa roccia dura. Lui andava avanti, "possiamo andare avanti", aveva la bontà e faceva penitenza, lui era un santo, non si perdeva di coraggio. Arrivato ad un punto pensò che si doveva fermare e così lasciò un passaggio stretto, che era difficile passare, per non essere disturbato.

San Giovanni diceva "Chi vuole venire nella mia grotta deve strisciare come una serpe, deve avere coraggio e deve arrivare alla mia bellissima grotta, a questo posto così sicuro, così santo e così bello: chi vuole venire deve guadagnarselo. Qui stò bene, stò magnificamente, qui posso stare tranquillo e posso fare penitenza". Quel santo avea disegnato un passaggio stretto e pericoloso per non essere disturbato dagli animali e dalle persone cattive. "Una bellissima grotta internata a questa roccia, un posto così sicuro, veramente mi piace proprio".  Dopo aver fatto il passaggio, si mise a lavorare nella grotta e l'aggiustò proprio perfetto e facendo tagli e sempre aggiustando, fece tante di quelle opere che rimangono per l'eternità. Fece tante di quelle opere che rimangono per tutta l'eternità. Fece un altare con una roccia dura che è un cosa splendida e fece anche dei canaletti ed un pozzo per raccogliere l'acqua piovana. Guardate, guardate che lavori meravigliosi! Il popolo che viene quà deve guardare, il serbatoio per l'acqua, l'altare, in un posto così selvaggio, così lontano: è impossibile, ci vuole la fede. L'acqua scorreva e si manteneva pulita ed il santo beveva quest'acqua pura e pulita. San Giovanni ha fatto tanti lavori, ha fatto pure i ripostigli, ha fatto una piccola chiesa nella valle dell'Orfento, la più bella chiesa del mondo.      

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Paolo Sanelli, I miei sogni sono stati tutti sulla Maiella. Ricordi di un pastore raccolti ed elaborati da Marco G. Manilla, Editore: D'Abruzzo Libri Edizioni Menabò, p. 80-81

Foto: Franco di Pasquale