Aspettando Sant'Agata

di Silvia Scorrano

Il culto di Sant'Agata, vergine martire catanese morta il 5 febbraio 251, è tra i più antichi e diffusi in Abruzzo. Esso viene associato alla presenza di varie fontane e sorgenti miracolose presso le quali le devote compiono particolari pratiche propiziatorie. Alla Santa, che durante il martirio avrebbe subito l'asportazione del seno, è stato attribuito il patronato del latte materno, esteso poi a ricomprendere tutte quelle patologie che colpiscono le mammelle.  Un patronato che la Santa catanese condivide con Sant'Eufemia e Santa Scolastica.

In questa sede vogliamo ricordare il rituale in onore di Sant'Agata con le parole di Antonio De Nino, illustre studioso abruzzese definito da Gabriele D'Annunzio "peligno della grande stirpe, poeta delle memorie tenace" 

 

ABLUZIONI IN SANT'AGATA.

Nelle vicinanze di Castelvecchio Subequo, alla contrada Macrano, è una chiesuola dedicata a sant'Agata. Di che sia protettrice sant'Agata, lo sanno anche i bimbi che poppano. Presso la chiesuola, sgorga una limpida fontana che prende nome dalla santa. Alla santa, nel giorno della festa, vanno a carovane le donne, specialmente a prima mattina. E chi credete voi che si raccomandi con più divozione? là giovane forse o la vecchia? la maritata? — Problema difficile. È certo che le giovinette pregano di cuore; e, chi lo mette in dubbio, è un gallinaccio. Pregano di cuore le maritate, perché, senza le mammelle buone, c’è il danno del terzo e del quarto. Pregano di cuore anche quelle che poterono contare molte pasque, perché vorrebbero che le loro cartapecore riavessero un po’ di pastoso. Sciogliete adesso voi il problema. Dopo le preghiere, sempre fervorose, si va alla fontana di sant'Agata.

Le mani corrono sotto la gola; si slaccia la camicia.... 
Mostra il bel petto le sue nevi ignude 
Onde il fuoco d’amor si nutre e cresce: sono versi del Tasso. 

Colle giumelle si attinge acqua e si fanno lavande. 
Così ogni male starà lontano; 
e chi avrà male, non seppe pregare di cuore.

Agli due è cannelora 
Agli tre sante Biascione 
Agli quattro n’è chibelle 
Agli cinque sant'Agata bella .
Si ha l’accortezza di nascondere all'occhio profano queste divote abluzioni. Ma la malizia dell’uomo!!

 

De Nino A. Usi e costumi abruzzesi, Firenze,  Tipografia di G. Barbera, 1879

La foto è stata tratta dal Leggendario delle Sante Vergini e Martiri le quali morirono per sostenere la fede di N.S. Gesù Cristo, Bassano, s.d., 1848, p. 28.