Gli usi popolari, alcune considerazioni di Antonio De Nino

di Acque Sacre

Riportiamo integralmente la premessa di Antonio De Nino al volume  Usi Abruzzesi, pubblicato a Firenze nel 1879, preludio ad una serie di articoli dedicati al nostro studioso abruzzese, nato a Pratola Peligna nel 1833.  Sono articoli che ci consentiranno di conoscere più in profondità l'Abruzzo, costituito non solo da luoghi e monumenti, ma soprattutto da persone con usi, tradizioni e fiabe. Il De Nino, ma anche il Finamore, Francesco Bruni, Melchiorre  Delfico, Cesare Malpica, Domenico Camplone per citarne alcuni sono i nostri strumenti per costruire la Strada Letteraria delle Acque Sacre.  

 

AL Lettore

Molti usi popolari che cominciano a parere strani alla generalità, perché generalmente scomparsi e rimasti soltanto nei piccoli paesi e nelle città isolate, servono ora quale anello di congiunzione tra la civiltà antica e la moderna. Senza poi la conoscenza degli altri usi, dico dei più comuni che non sono ancora scomparsi, le grandi rivoluzioni non si spiegheranno mai a dovere. Io non so quanto possano giovare i compendii di storia che oggi si adottano nelle scuole, non trattando che di guerre, di assedii, di conquiste, di congressi, di trattati, di cambiamenti di ministri, re e imperatori e cose simili. Certo la loro utilità dev’essere molto scarsa: dacché vi si considera il popolo sotto un solo aspetto, e sotto l’aspetto più superficiale. Ma bisogna persuadersi che l’aspetto sostanziale del popolo non è là: è invece nel focolare domestico, nelle conversazioni degli amici, nelle chiese, nei caffè, nelle canove, nelle piazze, nelle borse, nei teatri, nelle stazioni di strade ferrate, nelle caserme, nelle prigioni, nelle botteghe, nelle officine, nelle capanne.... Qui e non altrove dobbiamo ricercare le origini degli avvenimenti politici, e anche di quelli più clamorosi. Così la pensa il profondissimo Macaulay. Per queste e per altre considerazioni, mi sono dunque risoluto di pubblicare i miei cenni sugli usi Abruzzesi, cominciando dai più bizzarri e andando poi a mano a mano ai più comuni. Mi auguro che in ogni contrada d’Italia si faccia lo stesso, e anzi di più e meglio; chè, a far meglio e più di me, non ci vuol molto. E solo co’ nuovi materiali raccolti e col dare maggiore importanza ai materiali antichi, già scartati appunto perché non si riferi-vano a mutamenti politici, potrà comporsi una storia vera, la vera storia del popolo italiano che conduca a fare giusti calcoli rispetto al futuro. Una storia che non serve a questo scopo, dice benissimo il su citato scrittore, riuscirà sempre inutile.

Sulmona, 13 giugno 1879.

 Fonte: Antonio De NIno, Usi Abruzzesi, Firenze, Tipografia di G. Barbera, 1879, pp. VII-IX.

Sempre da Usi Abruzzesi: 

La Domenica delle Palme di Antonio De Nino 
Aspettando Sant'Agata
Una citazione ai bruchi e la terra di san Domenico, Antonio De Nino
San Terenziano visita Sant\'Onofrio
La Strega succia il sangue
CRISTO PERDONA E SAN GIOVANNI NO 
San Cataldo

 

 

 

 

 

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